Retronomicon

Il Libro dei Nomi dei Computer

Cthulhu

A.A.V.V.

Table of Contents
Risvegli
1. Introduzione
1.1. Il Retrocomputing
1.2. Psiche del Retrocomputer
1.3. it.comp.retrocomputing
1.4. Retro-IT.org
1.5. IRC
1.6. Il Retrocensimento
1.7. Il Retronomicon
I. Teoria
2. Individuazione
3. Gli stockisti
3.1. I prezzi
3.2. Resi o macchine incomplete
3.3. "Gli stockisti e i rottamai non hanno bisogno dei vostri soldi"
3.4. Come e dove trovarli
3.5. Guida all'usato
3.6. I Monitor
3.7. Memorie e dischi
3.8. DA NON FARE MAI
3.9. DA FARE
3.10. Conclusione
4. Acquisto
4.1. Il Money Order
5. Riparazione
5.1. Restauri in Vetroresina
5.2. Plastiche
5.3. Saldare e dissaldare
5.4. Saldature fredde
5.5. RetroFlat
5.6. Rimozione dissipatori incollati
5.7. Rianimazione batterie
5.8. Lubrificazione
6. Pulizia
6.1. Le interiora
6.2. L'occhio vuole la sua parte
6.3. Testimonianze
7. Pubblicazioni
Libri
II. Hardware
8. Acorn
8.1. Acorn' Saga
9. Alcatel
9.1. ADF258
10. Apple
10.1. cpKermit sull'Apple II
11. Atari
11.1. ST / TT / Falcon
12. Commodore
12.1. Amiga
12.2. Commodore 64
13. Cyrix
14. Digital Equipment Corporation
14.1. VAX
14.2. Reimpostare la password di SYSTEM
14.3. Installazione Ultrix da rete
15. IBM
15.1. S/36
15.2. AS/400
16. Olivetti
16.1. P6040
16.2. Summa Prima 20
17. SGI
17.1. Dove reperirli e a cosa prestare attenzione in caso di acquisto
17.2. Il sistema operativo IRIX
17.3. Software per IRIX
17.4. Modelli piu` recenti
17.5. Qualche commento finale
17.6. Link su Internet
18. Sinclair
18.1. Riparare uno ZX81 od uno Spectrum
19. SUN
19.1. Dove reperirli e a cosa prestare attenzione in caso di acquisto
19.2. Sistema operativo
19.3. Software
19.4. Qualche commento finale
19.5. Link su Internet
20. VTech
20.1. Laser 500
III. Storie
21. VAXiade
22. Osborn
23. C64
24. VAXiade II
25. Iris
26. Wanda
27. Kay2000
28. HP85
29. CBM8032
30. Amiga 1000
31. Vacanze romane
IV. Appendici
A. Relazioni Sociali
A.1. Madri
A.2. La morosa del retrocomputerista
B. Cianfrusaglie
B.1. Misure e Pesi
B.2. N.U.P.O.
B.3. SUN - Optical PAD
B.4. Piedinatura porta parallela MSX
B.5. Codice colori startup Amiga
B.6. Postulati del Retrocomputing
B.7. 10 Motivi per Ravanare
B.8. Il sesso dei computer
B.9. CPU/FPU/MMU Motorola
B.10. Hard disk e parking - motori passo passo e voice coil
B.11. Reinchiostrare nastri (MPS 1230)
B.12. HPUX 9 password recovery
B.13. Identificare le SIMM
B.14. Some Telegraphic Machines with independent signals
B.15. MFM ed ESDI
B.16. Cambio motherboard Olivetti Quaderno
B.17. Guarnizioni HDD fuse
B.18. Riparazione floppy Sinclair ZX Spectrum+3
B.19. Classic Computer Collector's Code of Conduct
B.20. ROM: vita, morte e miracoli
B.21. Il ronzio dei traformatori
B.22. I nastri per HP 9144 e 9145
B.23. Come lo Spectrum carica da cassetta
B.24. Console modificate
B.25. Adattatore tastiera e mouse per HP 715/64
B.26. Collegare uno Spectrum 128K/+2 ad un monitor CGA
C. Revisioni Retronomicon
C.1. Storico modifiche
List of Tables
B-1. Conversione unita' di misura - Pesi
B-2. Conversione unita' di misura - Lunghezze
B-3. Piedinatura porta parallela MSX
B-4. Amiga - codice colori startup
B-5. Amiga - codice colori errore
B-6. CPU Motorola 680x0
B-7. FPU/MMU Motorola
B-8. HP9000 - specifiche delle cartucce nastro

Risvegli


Era impaziente.
Era uno degli ultimi modelli, uno dei piu' veloci,
imponente.
Non vedeva l'ora di iniziare.
Fremeva!
Il primo incontro lo ebbe con SYSTEM, con lui ebbe per primo
una serie di colorite scaramucce, poi ci fu altra gente.
I primi tempi era piuttosto dispettoso, non perdeva
occasione per rinfacciare a chiunque che, gli spiaceva, ma
proprio quei comandi senza senso non sapeva come eseguirli,
che colpa aveva ha lui se non riuscivano a farsi intendere?
Col tempo imparo' a capire quello che da lui ci si
aspettava, passata l'euforia iniziale fece quello che gli
veniva chiesto, nel migliore dei modi possibili. Il modo in
cui era stato progettato, in fin dei conti.
SYSTEM si prendeva cura di lui, di tanto in tanto cambiava o
aggiungeva delle parti, per renderlo piu' agile. Lo
controllava da cima fondo, teneva sotto controllo la gente
che lo usava.
La teneva sotto controllo anche lui, ogni tanto sbirciava
nei loro segreti, imparava qualche cosa sullo strano mondo
li fuori. 
A chi non gli garbava tirava qualche tiro mancino, per poi
assumere un aria di innocente sufficenza rassegnata quando
SYSTEM gli chiedeva cosa diavolo avesse combinato quella
volta.
Un giorno venne collegato ad un cavo, Un cavo particolare,
che gli permise di parlare con altri suoi simili.
Per suo tramite, anche i suoi utenti poterono parlare con
gente di tutto il mondo, e questo lo rendeva contento.
SYSTEM raccontava e riceveva storie, degli scherzi che ogni
tanto lui e i suoi simili combinavano. Pazienti e metodici,
vero, ogni tanto si prendevano qualche liberta'.
E SYSTEM imparo' a conoscerlo ancora meglio, riusci' a farlo
lavorare in maniera perfetta. Un orologio svizzero non
avrebbe avuto che da impararne. 
Il tempo continuava a passare, altri fratelli piu' potenti
spuntarono in giro, li sentiva vantarsi sulla rete. Nei
momenti in cui non erano fuori servizio, almeno.
Un giorno, SYSTEM se ne ando'. Lui non pote' vederlo, ma lo
seppe, comunque.  
Il nuovo arrivato non lo conosceva.
Non sapeva come vezzeggiarlo e coccolarlo. 
Non capiva i suoi messaggi.
Tutto quello che sapeva fare, era lamentarsi.
E combinare pasticci.
Divenne triste, perse interesse.
Venne spento e smontato.
Lo portarono in una cantina.
Era buia, in giro giacevano pezzi dei suoi predecessori.
Sue vecchie parti sostituite tempo addietro.
La polvere lo copri'.
Insetti e piccoli animali fecero la loro tana dentro di lui.
Il tempo passava, buio.
Apprave un uomo, prese le sue parti, un po' alla volta le
porto' via. Ci vollero diversi viaggi.


"Cara, guarda qui che cosa ho ritrovato oggi!"
"Oddio, e' che e' quel coso? Dove hai intenzione di
metterlo?"
"Non ti preoccupare, lo metto in studio, c'entra."
"Si, ma solo dopo che hai ammazzato tutti quegli
animaletti che scappano fuori!"
"Ma certo, cara."


Venne completamente smontato, pulito con cura, rimontato.
Acceso.
Un metallico colpo di tosse, qualche sbuffo di polvere.
Qualcuno si collego'.
SYSTEM era tornato!


Chapter 1. Introduzione

1.1. Il Retrocomputing

:retrocomputing: /ret'-roh-k*m-pyoo'ting/ /n./ Refers to emulations of way-behind-the-state-of-the-art hardware or software, or implementations of never-was-state-of-the-art; esp. if such implementations are elaborate practical jokes and/or parodies, written mostly for {hack value}, of more `serious' designs. Perhaps the most widely distributed retrocomputing utility was the `pnch(6)' or `bcd(6)' program on V7 and other early Unix versions, which would accept up to 80 characters of text argument and display the corresponding pattern in {{punched card}} code. Other well-known retrocomputing hacks have included the programming language {INTERCAL}, a {JCL}-emulating shell for Unix, the card-punch-emulating editor named 029, and various elaborate PDP-11 hardware emulators and RT-11 OS emulators written just to keep an old, sourceless {Zork} binary running.

A tasty selection of retrocomputing programs are made available at the Retrocomputing Museum, http://www.ccil.org/retro/.

Ma noi, noi non ci fermiamo agli emulatori. No, noi andiamo nelle cantine, negli sfasci, nei piccoli negozi sconosciuti, in cerca dell'hardware, di cio' che si puo' toccare. Con lo scopo, ovviamente, di rimetterlo nuovamente in grado di funzionare. Perche'? Nostalgia dell'infanzia, nostalgia di eventi che non si e' fatto in tempo a vivere, noia per gli odierni scatolotti privi di stile, chissa'... I vecchi dell'informatica possono ancora funzionare. Possono essere ancora usati. Riaccendeteli, rimanete ad ascoltare opachi rumori metallici, tichettii e sospiri, sommesse luci ammiccanti, il tempo digitale che parla. Spegnete per un momento il vostro PC, spegnete le luci, ed ascoltate.


1.2. Psiche del Retrocomputer

Cosa spinge un essere altrimenti normale a impegnarsi tanto per recuperare il tempo macchina perduto?

La parola al nostro psicologo, Cavour (ora Maccabeo):

In origine, volevo indagare su un fenomeno in qualche modo analogo: la bibliofilia. Vera malattia, spesso contagiosa (ho "diagnosticato" casi di contagio ...;-)), la bibliofilia non si può certo ridurre all'amore per la sapienza contenuta nei libri stessi (non è, dunque, solo filosofia). La bibliofilia trascende l'ordine schiettamente filosofico per divenir amore per un oggetto. Il bibliofilo annusa i libri, si innamora delle linee, della carta, della rilegatura. Il libro diviene, per questo malato, intrinseco oggetto di desiderio. Il retrocomputing non è dissimile dalla bibliofilia. Anche in questo caso, si trascende dal valore "funzionale" della macchina.

Noi compriamo questi oggetti non perchè realmente ci servono, ma per piacere. Esso piacere deriva, per qualche ragione dall'idea platonica o dalla forma aristotelica di computer: da ragazzi avevamo il nostro computerino, ci divertivamo un sacco, provavamo piacere ad utilizzarlo. Negli anni 80, poi, esistevano vere e proprie guerre di religione informatiche: distanti dall'idea di Unico Standard, ognuno di noi parteggiava per quel particolare home. Tuttavia nella nostra mente, divenuta adulta, il fanatismo è divenuto amore universale. L'Altro, nemico in gioventù, diviene ora, con o senza l'onore delle armi, Alleato, partecipe, complice e membro di una grande famiglia.

Così l'odiato Amiga è stato da me cercato con spasimante passione; così come per lo Speccy (fui utente Commodore, prima della scelta Atariana con l'ST) ... In fondo, anche odiandolo, abbiamo sempre ricercato l'Altro, il Rivale della nostra macchina di cui eravamo (ed in fondo ancora siamo) "eroici" (nel senso bruniano della parola) difensori. Ora, ed ancor di più i nostri figli, non è più possibile godere della passione che ci legò indissolubilmente al mondo informatico. Oggi le macchine sono tutte tristemente uguali (forse il NeXT è l'ultima macchina degna di esser collezionata, eccezion fatta per l'iMac), indecorosamente standardizzati, spaventosamente banali. Il retrocomputing è cosmopolita ...

D'altra parte, molto piu' semplicemente, spiega Piero Cavina:

Non sono uno psicologo, ma qualsiasi forma di collezionismo ha in se' qualcosa di patologico... gli anglosassoni parlano di "anal retentive" (hem hem... :-)

Comunque, se non e' proprio una cosa maniacale, lo si fa perche' ci si ricorda dei bei tempi! Come quei professori degli istituti tecnici che collezionano radio a valvole, non ci vedo troppa differenza ;-))

Puntualizza Giuseppe Gigante:

Più che altro siamo "Homines Fabres", creaimo da noi quello che abbiamo ricercato. Io ho sempre desiderato il 500, ed ora c'è l'ho, insieme al 1200. E' un piacere acuto, diverso dal bibliofilo, perchè non siamo attratti dalle linee estetiche, ma anche animati dallo spirito di far rivivere, e riportare alla luce, frammenti del passato Informatico. Siamo più simili agli Amanuensi, recuperiamo, proteggiamo e facciamo rivivere.

Il retrocomputing parla la lingua dell'intelletto, dell'ingegno, del cimento di ricercatori e di tutti quelli che ne hanno avuto a che fare. Diverse sono le vie del pensiero, diverse sono le piattaforme. Ora il computing parla la lingua dell'economia, della standardizzazione, dell'omologazione. Siamo gli archeologhi degli schemi mentali, non collezionisti.

Il collezionista imbalsama, cristallizza. Noi ridiamo la vita (elettronica). Ogni volta che Cthulhu accende un Vax, riaccende le speranze e le aspettative di chi ha creato quel Vax. Lo stesso dicesi per te, Cavour (ora Maccabeo), per Cavina, per me e per tutti gli altri. Non importa che sia un login, o un loadwb, o un run, o qualsivoglia. La forma è diversa, ma il contenuto non cambia. C'è una concezione d'entelechia per i nostri beniamini? E' stata già codificata da Cthulhu, il SYSTEM.

Romanticheggia Angelo Fonzeca:

A me spesso piace fare un paragone tra i retrocomputers ed un oggetto di antiquariato quale può essere un grammofono... Ebbene quest'ultimo paragonato ad un CD-Player di oggi produce un suono che fà schifo, l'acustica è pessima e si deve girare la manovella per farlo funzionare... ;)

Però non so se ti è mai capitato di ascoltare "quell'aggeggio"... bè le emozioni che sprigiona l'ascolto di un vecchio vinile graffiato è una sensazione meravigliosa, nostalgica e triste nello stesso tempo che per qualche minuto ti fà stare sospeso in un luogo privo di spazio e tempo... Il CD-Player questo non lo fà e non lo farà mai, o lo fà al limite perchè ti vengono trasmesse delle emozioni dal brano o dall'artista che ascolti e non dall'oggetto in se stesso o dal supporto utilizzato... la differenza sono "i solchi" e i "graffi" del tempo che hanno dato dignità e valore superiore ad un oggetto che tecnologicamente vale meno che zero... ma che per pura magia "suona", tra l'altro, degli strani dischi di materia organica anch'essa "lavorata" dal tempo. Allo stesso modo per me i retrocomputers "suonano" ed hanno una dignità fornita loro dalle "carezze" del tempo, dal nostro amore nei loro confronti e dalla nostra voglia di conservare un passato trascorso velocissimamente, e come nel mio caso sono in più oggetti che hanno accompagnato la mia giovinezza e la mia vita di adulto.

Ebbene questi "grammofoni tecnologici" non avrebbero valore economico se dovessero essere utilizzati per gli stessi scopi per cui oggi usiamo i PC, ma il loro valore è la magia, l'amore e la dolce nostalgia che essi sanno trasmetterci ad ogni accensione... è questo che non ha e non avrà mai prezzo. Qui intervengono i "mercenari" che raccolgono, fiutano, ci spiano, stimano per noi e poi vendono solleticando la nostra inguaribile voglia di possedere quasi con desiderio "sessuale" un oggetto( parlo dei collezionisti in senso generale). In altri casi alcuni oggetti sono parte del nostro immaginario collettivo, come ad esempio l'Altair, l'Imasai (quello di War Games) che hanno invece un valore superiore perchè difficili da reperire e contemporaneamente status-simbol ed oggetto di desiderio di molti, a fronte di pochissimi esemplari...

Qualche tempo dopo, Bradipo propone la sua versione:

io lo faccio per ragioni di coscienza - sono un terribile polemico e un provocatore (lo so), quindi non colleziono le macchine ma faccio di tutto per tenerle in vita (anche se non si tratta delle mie), in barba alle norme del mercato che vorrebbero la sostituzione di tutto cio' che non sta alla regola dell'aumento *esponenziale* della velocita' delle macchine...dentro quelle scatolette c'e' tantissimo pensiero dell'uomo e di altre scatolette loro sorelle e c'e' pure tanto inquinamento potenziale. salvando un 386 faccio un'azione molte volte utile...

secondariamente "faccio del retrocomputing" perche' noto che la qualita' dei vecchi prodotti e' decisamente superiore a quella delle nuove leve (e questo e' tanto piu' vero quanto piu' si va a ritroso nel tempo)

infine "faccio del retrocomputing" perche' soffro di una strana forma di "saudade": ho nostalgia di cio' che non sono stato in grado di apprezzare a tempo debito e forse provo ancor piu'nostalgia per non aver seguito l'evoluzione delle macchine negli anni d'oro del personal computer dal 1978 al 90, direi.

avrete da tempo capito che non sono certo un *esperto* :-)))) anzi...pero' oltre tutto quanto sopra elencato il rc e' anche una formidabile palestra per chi, come me, vuole davvero imparare qlcs sui "cervelli elettronici" (questo anche grazie al ng, naturalmente!)

Ne approfitta Leonardo, uno dei piu' "giovani" del gruppo, per dire la sua:

Io vengo dalle humanae litterae. Non che questo sia assolutamente qualificante (anzi!). Il fatto molto semplicemente è che se in un ambiente del genere vuoi trovare qualcuno con cui parlare di computer, fai prima a cercare un elefante rosa a pallini. Il chè è ben frustrante e ben poco edificante. C'è solo una cosa peggiore del non avere nessuno con cui stare in compagnia, ed è avere una compagnia che non vorresti avere >:O], oppure più semplicemente una compagnia dove ti rompi le palle, pur essendo tutte bravissime persone magari, e chi lo nega?

Voglio dire che mi sarebbe piaciuto avere un sacco di persone intorno a cui piacevano i computer, e con cui parlare, ma dalle mie parti non se ne trovavano molte (tranne un caro amico che conservo dalle medie), quindi ho dovuto dedicarmi ad un'altra cosa che mi piaceva quanto i computer (e allora anche di più), ossia la musica. Fatto sta che ho fatto un bel pò di cose con amici musicisti, ma non ho praticamente mai avuto amici computerofili (tranne il suddetto).

Poi ho scoperto il ng, e la mia vita è cambiata (permettetemi di sorseggiare un Montenegro con aria assorta... :O)))

Sì perchè non è che uno certe cose le acquisisca, piuttosto gli si concretano dal di dentro. Ci sono tre cose che non smetterei mai - e quando dico mai intendo 15 ore al giorno, più una breve mangiatina, scarico liquami e dormitina - di fare (elenco non in ordine di importanza ma così come mi viene): una è guidare e fare viaggi con la macchina, l'altra è suonare in un gruppo, l'altra è qualsiasi cosa che abbia a che fare con i computer.... la quarta, a cui tutti voi zozzoni avete pensato per prima... beh, insomma ragazzi, dopo un pò bisogna fare qualche pausa! Mica si può andare avanti per 15 ore!!! :O))

Ora, se mettete un pò assieme i pezzi di tutti questo viene fuori perchè mi piace il retrocomputing:

1. finalmente ho un sacco di persone con cui parlare di computer, che mi capiscono se sbavo davanti a un SE/30 e grazie alle quali posso imparare un sacco di cose. E in realtà non è solo questo. Se si trattasse di semplici conoscenze informatiche, basterebbe affidarsi a libri, riviste e internet. Quando invece una cosa è per qualcuno una passione, è giusto iniziare a pensare che se una certa persona condivide con te quella passione, allora forse non ci stai bene assieme solo perchè potete parlare di cose che conoscete entrambi, ma anche perchè forse con quella persona ci stai bene anche al di là del retrocomputing. Ergo...

2. inoltre, e di conseguenza, si possono imparare veramente cose interessanti e utili sulle vecchie macchine, e quindi anche su quelle nuove. In questa maniera ovviamente si arriva in breve tempo a scoprire che anche le vecchie macchine possono essere assolutamente utili. Tra l'altro, concordo con il bradipo sul fatto che le vecchie macchine mi danno moooolto più affidamento di quelle recenti. Oltretutto sono più belle e - specie se sono ben vecchie, oppure se sono di una certa marca, e non aggiungo altro, e anche se sono in quest'ultimo caso anche solo mediamente vecchie - hanno una personalità. Io penso che la bellezza sia una qualità importante da cercare in OGNI cosa che si fà. Potrei farvi una lunghissima disquisizione filosofica su questa cosa anche perchè ne sono assolutamente convinto, ma lasciamo perdere, è fuori luogo. Dicevo, la bellezza è importante in qualunque aspetto della vita, quindi perchè non cercarla anche nei computer, che occupano gran parte della nostra (intendo retrocomputeristi) vita, dei nostri pensieri, e anche un pezzettino dei nostri sentimenti? Riassunto in due righe: se vedo il mio AMD900 non mi dice un cazzo, se vedo l'Epson EL Plus (che pur non è neanche a rigore un retropc), mi piace usarlo, mi piace guardarlo, mi piace il fatto che è piccolo e silenzioso come nessun altro tra i computer che ho, e porco cane mi piace pure che devo aspettare qualche secondo per far partire i programmi. E così passiamo al punto successivo:

3. L'ambiente. Come tutti sappiamo, le interfacce grafiche si stanno "evolvendo" (in realtà sarebbe più giusto dire "complicando", anche se non ogni complicazione è necessariamente una evoluzione) in maniera tale da rendere a tutti - così dicono - l'interazione con il computer più coinvolgente, facile, analogica (ossia in cui le azioni da compiere siano simili agli atti quotidiani), e pure belle da vedersi. Tutto viene riassunto in una espressione usata fin troppo: "user friendly". I risultati li abbiamo sotto agli occhi: è innegabile che windows e mac os abbiano dato la possibilità anche a chi accende il pc per la prima volta di orientarsi e di riuscire a fare da subito qualcosa senza precedenti istruzioni, e questo gli va riconosciuto. Ma è l'unico - anche se non piccolo - pregio, attorno al quale ruotano una marea di difetti che tutti ben conosciamo. E non mi sto solo riferendo ai sistemi che vanno in palla, al fatto che bisogna pregare ogni volta che si accende il pc sperando che vada tutto bene, al fatto che il windows richiede macchine e accessori sempre più potenti e non offre veri e propri salti qualitativi per l'utente comune, al fatto che il suddetto costa sempre di più.. Mi riferisco anche al fatto per cui le interfacce grafiche, nel loro tentativo di essere a prova di inesperto assoluto, diventano realmente soffocanti. Programmi che si autoprogrammano e fanno un sacco di cose senza che uno gli abbia detto nulla, desktop pieni di suoni e colori in cui si tenta di fornire la qualità mediante la quantità (e sappiamo che non è così), assistenti in linea che - diciamocelo francamente - non aiutano quasi a nulla se non a rompersi le palle, computer sempre più ventolati, potenti, rumorosi, infiniti, dove le capacità umane di raccapezzarsi vengono meno a misura che il sistema diventa più "potente". Il grande difetto dei sistemi moderni è vogliono farsi troppo carico delle esigenze dell'utente, fornendogli un sacco di soluzioni preconfezionate (il che non andrebbe neanche male per tutti i non-computerofili, se almeno fossero progettate bene). Avvii un programma, e ancor prima di iniziare ti appaiono tre schermate dicendoti che "guarda che...", "vuoi tu...?", "attenzione che..." e così via! Ma porco cane! Io volevo solo scrivere una lettera! I sistemi moderni (in caso non si capisse parlo sempre di windows, e non mi sembra di esagerare visto che l'80% di chi ha un pc ha sempre e solo visto quello) ti trattano come un idiota e impongono le proprie leggi: "Non vuoi fare questo che ti sto consigliando? Ma come? Guarda che è la cosa migliore! Devi solo premere un pulsantino! Eppoi guarda che tanto non hai scelta...". Ecco cosa intendo per ambiente: l'ambiente che si crea nel momento in cui mi metto di fronte a un computer per farci delle cose. Se mi metto davanti a windows (anche senza andare all'XP) sembra sempre di stare in mezzo a una assemblea di condominio, dove tutti hanno ragione e devono assolutamente dire la loro. Se mi metto davanti a un vecchio computer, magari con un bel sistemino alternativo (che proprio da poco tempo sto iniziando a scoprire grazie a tutti voi), oppure anche con il buon vecchio dos, o anche con un vecchio MacOS, l'ambiente è rilassato, le ventole più silenziose, la velocità di elaborazione è più umana, il computer più piccolo (vabbe, qui qualche deroga si può fare...). Con la loro collaborativa ubbidienza e linearità, i vecchi computer sono degli amici con i quali si può parlare, e anche se magari alle volte sono un pò enigmatici, sicuramente sono molto lineari, sono più facili da capire, e non accadono quasi mai catastrofi inspiegabili e totalmente inaspettate.

Per quello che riguarda la mia opinione, limitatevi a non contraddirmi.


1.3. it.comp.retrocomputing


Ah, turisti.

Benvenuti, benvenuti nelle Lande delle Macchine Dimenticate. 
No, non lasciatevi spaventare dal nome funereo, non
troverete ad attendervi Non Morti assetati dei
vostri fluidi, qui non ci sono spettri ansiosi di
sottrarre altrui quello che da tanto tempo hanno
irrimediabilmente perduto.

Vedete, da quella parte, i Monoliti?
Udite, l'ipnotico ronzio, i melanconici sospiri?
I Monoliti vivono.
I Monoliti erano prima che le finestre dell'abisso
venissero spalancate, rimarrano dopo che si saranno
richiuse sullo sfacelo blu.
Riuscite a distinguere la possente figura curva,
laggiu', con sulle spalle il pesante fardello?
Lui e' Enrico, il Guardiano dei Monoliti.

Di qua, presto, non capita spesso che si lasci
osservare... l'avete scorto? 
Era Yoghi, lo sfuggente Ravanatore.
No, prego, non toccate, in questo immenso cumulo di
reliquie e' la sua tana, diventa nervoso quando
qualcuno mostra interesse per i suoi tesori.
Un Ravanatore innervisito non e' avversario da
sottovalutare, neanche per dei valorosi guerrieri.

Ah, ecco, siamo arrivati nelle Grotte di Alberto.
La leggenda dice che i bit perduti in modo
particolarmente tragico finiscano qui, dove possa
essere donata loro nuova carica.
Ora sara' meglio non disturbare, vedo Alberto chino
su dei Tavoli di Simulazione. L'ultima volta che e'
stato distratto, la simulazione ha devastato interi
settori prima che un prode Formattatore ristabilisse
il partizionamento delle terre.

Certo, potete proseguire da soli.
Ricordate di fare un salto alle Cave di Silicon, se
incontrate Giuseppe non mancate di farvi presentare
le sue Amighe.

Ma state attenti, non spingetevi troppo in la', non
oltrepassate mai i confini di Emmemmeu.
Poiche' niente che passa i confini torna da cio' che
vi e' oltre.  Niente puo' tornare a raccontare di
aver visitato la sommersa R'lyeh.
La mia dimora.

        avvisatamente,
           Cthulhu

E' il newsgroup dove cercare aiuto per quello strano affare spigoloso che non si sa bene da che parte guardare, dove scambiare trucchi e consigli su come rimettere in forma un venerando PDP o una piu' giovane SPARC. Dove trovare software per il riesumato Vic20 o C64.

Ma anche il posto in cui raccontare delle proprie avventure, tristi o felici che siano.

Compravendita? Ma si, perche' no.

Parlando di una fiera, dopo essersi lamentato dello scarso bottino, SoNic scrive:

Se posso azzardare una analisi "sociologica" direi che il mercato dell'informatica non e' ancora maturo per queste fiere: nessuno sa' quanto vale la roba e puoi trovare prezzi esosi per cose che non valgono nulla e prezzi buonissimi per altre. Viceversa il mercato dell'OLD RADIO avete visto come funziona bene? I pezzi sono limitati e le quotazioni le sanno tutti gli appassionati. Credo che per i computer non sara' mai cosi: troppa produzione industriale ed apparecchi di troppo difficile uso. Una radio puo' essere difficile aggiustarla; non trovi le valvole, etc..., ma lo schema e' molto semplice, usarla e' facilissimo e non occorre grande preparazione. Invece usare un computer vecchio puo' essere impossibile da usare anche da un "mago", se non l'ha mai visto prima e se non ha il sistema operativo con uno straccio di manuale. Il progetto retrocomputing-FAQ lo vedo proprio in quest'ottica di conservazione della conoscenza.


1.5. IRC

E' abitudine per alcuni dei frequentatori del gruppo chiacchierare via IRC. Se lo desiderate, potete raggiungerci:

Rete IRC: Azzurra ( http://www.azzurra.it/irc/italian/server.htm)

Canale: #retrocomputing o #oldx

Ora: tarda serata, generalmente dopo le 22:00, per #retrocomputing. Qualsiasi altro orario potrebbe essere valido per #oldx


1.7. Il Retronomicon


Chapter 2. Individuazione

"Ma come diavolo fate a trovare tutta quella roba?"

 

Beh e' abbastanza semplice: ci sono vari modi !

Sveliamo ora qualche trucco del mestiere.

1) Innanzi tutto quando si e' in giro bisogna fare ballare gli occhi soprattutto alla sera nei giorni antecedenti l'asporto rifiuti. Non sai quanta gente butta via perche' non sa' piu' cosa farsene.

2) Visto quanto sopra e ipotizzando che non si puo' controllare tatta la citta' basta andare dove arriva la merce....... cioe' alla sede della societa' dedita all'asporto rifiuti. Normalmente c'e' un cassonetto dedito al contenimento di televisori, monitor, computer, videoregistratori, fotocopiatrici etc etc etc. Qui' con un po' di conoscenze e sperando che non ti sbattano fuori si puo' operare al prelievo. Un trucco per non dare troppo nell'occhio e' il seguente: ci si arma di materiale simile da eliminare, o se non lo si ha ce lo si procura cercando a fianco dei cassonetti i vecchi televisori che la gente butta via, ci si presenta al centro di smaltimento rifiuti e si getta il tutto, ma guarda caso si trova sempre sempre qualcosa in cambio, ne consegni tre e ne recuperi uno o due etc etc etc.

3) Si fa' una ricerce tra tutti i possibili rottamatti ed aziende che riciclano materieli ferrosi e non della zona.

La resa: il punto 1 e il punto 2 sono praticamente a costo 0 lire. Il punto 3 dipende dalle capacita' contrattuali della persona.

 
-- Paolo Binotti  

Fermo restando che nessuno puo' impedirvi di usare mezzi molto piu' efficaci quali il ricatto e le minacce a mano armata, quantunque questo non sia assolutamente un invito a praticarli.


Chapter 3. Gli stockisti

A cura di Gianni "BBK".

Ho tentato di riassumere una serie di considerazione e consigli per trattare con il miglior fornitore di "retroroba" in assoluto: lo STOCKISTA (o rottamaio:)) Si riescono a trovare (non spessissimo) e spesso hanno prezzi bassi, piu' che altro per ignoranza.


3.4. Come e dove trovarli

Di norma si TROVAVANO alle fiere, oggi potete anche risparmiarvi i soldi e il viaggio.

Alle fiere ci sono sempre piu' negozianti con il RETRObottega, quindi troverete MB Pentium 166MMX a 100 euro (d'altronde loro le hanno pagate 200, nel 1996:)). Se invece hanno roba interessante in fiera di norma ci troverete sopra il cartello "da collezione: 100 euro".

Esempi tratti dall'ultima fiera di novegro: Spectrum 16K 100?, Philips MSX 80?, Philips MSX2 250?, Olivetti M10 250?, Sinclair QL con floppy 400?, Mac Classic 200?, vi basta?

E' perfettamente inutile presentarsi al banchetto chiedendo "ha roba SUN?!" al 90% non lo sa e se lo sa (o pensa di saperlo) vi chiedera' una cifra mostruosa. NON E' SEMPRE COSI'... a volte si fanno ottimi incontri, ma in 8 anni di fiere io ne ho fatti 2, statisticamente e' una schifezza. :)

Dove li trovate? La prima cosa e' quella di rivolgersi alle grosse aziende e chiedere chi si occupa dei ritiri (potrebbe anche andarvi di culo... .... tac, esperienza:): ho chiamato un'agenzia pubblicitaria di zona per chiedere e loro mi hanno risposto : "Non abbiamo nessuno, anzi, non e' che lei saprebbe indicarci qualcuno? Anche pagando qualcosa" e cosi' ho recuperato un camion di MAC, Monitor e altre cosette:)). Un altro sistema e' di cercare sulle pagine gialle le aziende che ritirano rottami ferrosi (attenzione: si fa distinzione tra rottami ferrosi e autodemolitori).

NB: ANDATECI, se chiamate vi dicono di non avere niente per la legge blah blah.. in realta' negli angoli piu' scuri hanno un mucchio di roba dimenticata :). Dall'ultimo che mi ha detto "nono, computer niente" ho recuperato una Sun 3/60, un rs6000 7011 e un DataGeneral Desktop 10.


3.8. DA NON FARE MAI

  1. NON SMONTATE LA ROBA DALLE MACCHINE!!!!

  2. E' inutile chiamarli al telefono per sapere cos'hanno. Nel 90% dei casi non lo sanno di preciso e quindi evitano di dirvelo. Gran parte delle volte vi trovate a parlare con la moglie/nipote/figlio che la roba l'ha vista solo in fattura con la dicitura: "N.5 Quintali materiale ferroso obsoleto". :)

  3. Non chiedete di provarVI qualcosa, se vedete il banco PROVATELO VOI dopo aver chiesto per favore.

  4. Non andato con 10 amici. Non amano avere gente in giro. Allo stesso modo non sparate "Ti porto i miei amici" perche' per lui suona come una minaccia. :))

  5. NON chiedete lo sconto per partito preso, se il prezzo che vi chiede vi va bene dite: "SI, grazie!" Cosi' lui non si sentira' obbligato a fare un prezzo piu' alto per poi trattare. Io di norma aggiungo "pero' mi regali questo" e tiro su un cavo, una scheda di rete o quello che mi capita. :))

  6. NON raccontate a tutti chi, dove e cosa. Non per egoismo, ma perche' se vede arrivare troppa gente lo stockista si incazza, perche' se tutti chiedono la stessa cosa il prezzo sale fino a diventare indecente, perche' e' molto piu' conveniente (per gli amici) che voi trattiate la roba e poi la giriate a terzi (piu' roba comprate, meno rompete le scatole e piu' vi vorra' bene lo stockista. :))

  7. (Consiglio personale) NON mettete ricarico sulla roba che date a terzi (se sono amici), rischiate di fare una brutta figura per guadagnare 10 euro, oltretutto se mai dovessero incontrare lo stockista e si parlassero mettereste lo stockista in condizione di pensare che lo fate per lucro e non per gioco ("se ci lucra lui io perche' devo fargli dei favori?!"). Aggiungo che io CREDO FORTEMENTE che si raccoglie cio' che si semina.


Chapter 4. Acquisto

Se non avete mai acquistato all'estero, quello che probabilmente vi turba e' come quantificare il costo della spedizione e dei vari balzelli italici. Ecco qualche esperienza:

 

Per i costi dipende dal peso e dai vettori impiegati: US Mail, US International Mail, UPS, FedEX, DHL.

Considera che il meno caro e' la posta USA ma se non si usa la via aerea si viaggia con la nave e se ti va bene recuperi il tutto in circa 1 mese + o - per 15/20 libbre si e' a circa $20/35.

Se vai con UPS FedEX o DHL i costi salgono notevolmente si arriva anche a $100.00 ma si riceve in circa 1 settimana.

Per i dazi doganali: con la posta USA tutto dipende da dove arriva la merce e dal tipo di dichiarazione che hanno fatto alla partenza.

La mia casistica e' la seguente: Se arriva a ROMA Fiumicino, il pacco viene aperto e controllato a puntino, si paga dazio piu' iva, prendono il costo in dollari dell'oggetto piu' le spese di spedizione fanno il cambio in lire applicano il dazio e sul totale viene calcolata l'IVA. A torta finita calcola il 20/25 % del valore dell'oggetto + spese di spedizione. Se la merce arriva a Milano Malpensa o Bergamo dipende dalle dichiarazioni doganali fatte alla pertenza. Se il pacco viene aperto dalle poste italiane per controllarne il contenuto e viene da essi richiuso si paga Lire 5000 per diritti doganali (4000 lire per i diritti doganali veri e proprii e 1000 lire per le spese di richiusura del pacco). Se arriva con la nave a Napoli il pacco e' aperto e si paga dazio ed IVA. Con UPS il pacco non viene aperto, si paga dazio e iva sul valore dichiarato all'atto della spedizione. Con FedEX il pacco non viene aperto, a volte si paga a volte no, non ho capito pero' il mistero. Con DHL il pacco non viene aperto e si paga dazio ed Iva.

C'e' da dire che con questi ultimi tre vettori si viene contattati telefonicamente e si puo' anche rettificare il valore doganale con una richiesta scritta in cui si dichiara il valore ( che naturalmente puo' essere piu' basso ).

Il trucco comunque in genere e' di riuscire a fare dichiarare che l'oggetto e' o non funzionante o e' per recuperare parti di ricambio etc etc e fare dichiarare che il suo valore e' inferiore alle 50000 lire italiane ( limite oltre il quale si fa' dogana ).

 
-- Paolo Binotti  

 

Il metodo piu' economico e' con le poste US ( www.usps.com ) via normale o via aerea.

La via normale costa meno, ma ci mette di piu', se il pacco e' grande ( 50x50x20) viene spedito via nave e arrivera' a Napoli o a Genova dove fa' dogana.

Via aerea arriva a Milano Malpensa o a Roma.

Teoricamente quando arriva in dogana ci sono da pagare le tasse di sdoganamento+ il dazio+l'iva sul valore dichiarato dagli USA.

Es 100 $ valore circa 230.000 si aggiunge il dazio ( 12-17 % su 230000), sul totale si calcola il 20 % di iva.

Se il valore dichiarato e' inferiore alle corrispondenti lire italiane 45000 si pagano solo i diritti doganali di sdoganamento di lire 4000.

 
-- Paolo Binotti  

 

Le tasse di sdoganamento non sono il 12-17%, dipendono dalla tipologia con cui viene classificata la merce, ed al massimo raggiungono il 5%; il resto e' iva, spese postali ecc. Ad esempio i pezzi di ricambio, indicati come tali , hanno un tasso molto basso, mentre la categoria computer e' piu' cara (4.5%).

Le paghi solo se il valore dichiarato supera il minimo che loro prendono in considerazione.

L'inghilterra fa parte della CEE, anche se non partecipa alla moneta unica, quindi NON paghi l'iva.

Attenzione pero', se sei una ditta, come nel mio caso, devi dichiarare gli importi con i moduli intrastat, affinche' l'importazione sia regolare.

A volte infatti, per prendere un computer da 20 mila lire in GB, e' piu' il casino , tra accordi con il venditore che non si fida mai, banca che ti succhia il sangue per uno swift, dogana che sembra che trasporti droga e fisco che e' piu' il tempo che fa perdere che quello che effetivamente ti preleva in tasse.

L'international money order e' un vaglia postale internazionale, costa circa 6.000 lire ma impiega un tempo incredibile per arrivare a destinazione. Con us cash ti richiedono di mettergli dollari americani dentro una busta e spedirla.

 
-- Alberto Rubinelli  


4.1. Il Money Order

Paolo Binotti

E' simile ad un bonifico bancario.

Ci sono due strade da intraprendere.

1: Si ottengono tutti i dati del venditore, Nome, Cognome, indirizzo completo, Banca del venditore, Indirizzo Banca, Codice corrente del venditore, Coordinate bancarie della banca del venditore ( simili alle nostre ABI e CAB ) e cifra da pagare.

Ci si reca in banca e si richiede un bonifico bancario internazionale con le info suddette, si paga un tot che varia da banca a banca e il costo finale e' direttamente addebitato sul C.C. dell'acquirente.

Il bonifico arriva alla banca del venditore in media entro 24/48 ore.

2 Si utilizza il servizio offerto da BidPay ( www.bidpay.com )

Ci si registra con i proprii dati e il dato di una carta di credito.

All' atto del pagamento si compila un form presente sul sito richiedente i dati completi del venditore, il riferimento all'oggetto che si desidera acquistare, i proprii dati e si sceglie la celerita' in base a cui viene spedito il money order.

Si conferma il tutto e i soldi arrivano direttamnete a casa del venditore.

Utilizzando questo sistema, moltissime volte il venditore, avuta conferma del bonifico effettuato via email, spedisce la merce ancor prima di ricevere direttamente i soldi.

PayPal ( www.paypal.com ) ora funziona anche per noi residenti in Europa e ha il vantaggio di non addebitare spese ulteriori rispetto al valore esatto del money order. E' pertanto da preferire a Bidpay e ha inoltre il vantaggio di essere molto piu' celere rispetto sempre a Bidpay.

Uso sempre questo metodo, rapido, efficace, e soprattutto mai avuto problemi.

Ah dimenticavo, costa molto meno che fare tutto dall' Italia.


Chapter 5. Riparazione

5.1. Restauri in Vetroresina

Raveneau de Lussan

Non e' niente di difficile; basta aver fatto un po di modellismo; in tale ottica consiglio di acquistare la rivista "aerei modellismo" (aerei statici) che e' molto specialistica ed illustra le tecniche di verniciatura ad aerografo con risultati impressionanti (tali tecniche sono applicabili anche per riverniciare i computers).

Per le tecniche di stampaggio, brevemente si fa cosi': per ipotesi devo clonare un coperchio di un mouse... se ho l'originale, lo cospargo di cera distaccante (tralascio il gelcoat per semplicita'); poi stendo sopra un taglio di tessuto in fibra di vetro che poi "spennello" di resina epossidica bicomponente. Faccio asciugare, e quindi tolgo il tessuto. Ho cosi' lo stampo in negativo. Ripeto il tutto nella superfice concava ottenuto et voila'... ecco il clone del coperchio del mouse. La parte a contatto della cera distaccante rimane ben distesa, mentre dall'altra parte di vede la trama del tessuto e le spennellature, ecco perche' e' necessario il doppio passaggio.

Se non ho l'originale, devo fare una forma a perdere in balsa od altro materiale.

Il gelcoat servirebbe per ottenere superfici specularmente lisce, ma visto che tutti i computers sono a superficie porosa, non importa usarlo.

Il pezzo va poi rifilato ai bordi, eventualmente stuccato e scartato.

Vi giuro che se andate a vedere l'altra rivista "modellistica" che parla di modelli dimamici, vi renderete conto cosa si puo' ottenere con tali tecniche.

Le mie esperienze sono limitate, perche' sono intimorito dai vapori tossici della resina epossidica, ma se si usano maschera, guanti ed aerazione non si corrono rischi.

Per la verniciatura, consiglio di usare i colori della lifecolor o della tamiya acrilici che si diluiscono in acqua. Un aerografo medio, costa poco, e si puo' usare un compressore con riduttore di pressione per l'aria.

E' importante stendere alla fine una mano di vernice trasparente per fissare il colore.

Naturalmente, i risultati sono variabili a seconda del tempo che uno ci perde e dal tipo di oggetti.


5.2. Plastiche

 

In un antico post, chiesi quali tecniche si potevano adottare per ricostruire parti plastiche sottoposte a pressioni (in quel caso gli agganci in plastica saltati del monitor del mio PowerBook 5300)...

Ho trovato una soluzione, "Pattex" acciaio liquido della Henkel! Con questa colla bicomponente, ho ricostruito le parti in plastica che contenevano le parti filettate in ferro del monitor, adesso posso aprire e chiudere il mio PowerBook senza dover sudare freddo a ogni crik o suono sinistro prodotto dal suddetto. :))

Vi assicuro, era messo parecchio male, il tizio che lo aveva prima lo ha aperto con un cacciavite, spaccando TUTTI gli alloggiamenti delle viti!

 
-- MuRdOcK  

 

Io uso Pattex saldatutto mix, una resina bicomponente. L'ho usata per riparare diversi PC portatili con cerniere rotte (un paio di Thinkpad Ibm e alcuni Compaq), e funziona molto bene oltre ad essere una riparazione durevole. Dove mancano grosse scaglie di carrozzeria di plastica, ho trovato vantaggioso "annegare" nella resina delle piccole rondelle di ferro per aumentarne la resistenza ed evitare le colature (le rondelle tengono un po' piu' ferma la resina in posizione). Il grosso vantaggio di questa resina e' che non e' aggressiva con la plastica (non tende a scioglierla, come fanno altre)

 
-- Paolo Canali  

 

Nel mio lavoro precedente usavo una colla simile per produrre dei pannelli di rivestimento; per aggirare il "problema colore", aggiungevamo lo stesso alla colla, quando non era ancora allo stato solido e mescolavamo bene finche non diventava omogeneo, dopodichè stendevamo il tutto sulle parti interessate. Inoltre, se riscaldata, la sostanza che usavamo induriva in meno tempo.

 
-- Simone DG  


5.3. Saldare e dissaldare

 

La cosa migliore da fare è comperarge una stazione di saldatura a temperatura variabile, ce ne sono di diversi tipo economiche e non... La caratteristica più importante è che la punta sia sottile ed alimentata a 24Volts in modo da evitare di inviare alte tensioni sulla componentistica, la punta inoltre dovrebbe essere di rame e rivestita.

Le stazioni un pò più costoselle sono le Weller molto buone e funzionali.... io ho optato invece per una economica Konig che si vende presso la catena GBC e con cui mi trovo veramente bene... ha tutte le caratteristiche di cui dicevo prima e mi ha aiutato a riparare molte macchine...

Tale attrezzatura ti servirà sia per saldare i componenti che per dissaldare...

Per la prima necessità basta solamente utilizzare un buono stagno, fare un pò di pratica e vai tranquillo... mi raccomando i circuiti integrati sostituiscili con uno zoccolo e poi mettici il nuovo integrato... ;)

Per dissaldare io uso mettere un pò di stagno su un piedino alla volta degli integrati, sempre uno alla volta riscaldo nuovamente i piedini dopo qualche secondo ed aspiro con la pompetta succhiastagno... poi smuovo i piedini se rimangono leggermente attaccati alla MOBO e con un piccolissimo cacciavite faccio leva sino a che l'integrato esce fuori... poi "zoccolo" il tutto e inserisco il sostituto ;)

Così ho riparato ad es. Apple ][c, Commodore 64SX, diversi C64... se hai pazienza ad aspettare qualche secondo per ogni piedino che dissaldi, le CPU escono fuori sane e salve...

Per le SMD non ho da darti consigli in quanto non ho l'attrezzatura adatta e poi ti dirò che quel tipo di tecnologia mi sta già antipatica in quanto già troppo moderna per i miei gusti... :))) Esempio di questa tecnologia è il Commodore A600 che mi rifiuto di riparare... :)))

 
-- Angelo Fonzeca  

 

Dipende moltissimo (piu' di quanto si creda) anche dal tipo di scheda sul quale e' montato l'integrato. Una comune scheda a due strati (come quella del C64) non dissipa tantissimo il calore del saldatore, per cui e' piu' facile dissaldare gli integrati. Se prendi invece una 4 strati o peggio una 8 strati (Sun, Digital anche vecchi) allora sono dolori, perche' spesso basta allontanare per un attimo il saldatore e lo stagno si e' gia' solidificato.

Comunque non e' difficile niente nella vita, basta fare pratica :-) Io consiglio solo di fare pratica con qualcosa a cui non si tiene tanto, ho infatti rovinato piu' volte qualcosa a cui tenevo molto per la fretta e la poca voglia di fare pratica.

 
-- Francesco Messineo  

 

[ Se qualcuno poi avesse anche delle foto esemplificative (chiedo troppo?) sarebbe eccezionale! ]

Ti diro'... non servono poi a molto le foto. Basta provare un poco ed avere dei buoni strumenti, quindi scegliere un buon saldatore, spendendo qualche dindo in piu', di basso wattaggio (io uso un 25W, ma andrebbero bene anche meno, specialmente per le schede piu' delicate. Naturalmente cambia anche la temperatura raggiunta e quindi la possibilita' di sciogliere correttamente le varie leghe di stagno che, piu' sono scacie, piu' richiedono temperature elevate. Non chiedermele, non le so :-), e seguire alcune indicazioni:

  1. aspettare che il saldatore sia in temepratura, invece di stare a grattare le piazzole

  2. se lo stagno non si fonde, non premere come dei dannati. il saldatore non sciogle di piu' cosi', ma scivola e gratta la scheda :-)

  3. usare un buon stagno, magari con pasta salda incorporata

  4. se lo stagno non si attacca alla piazzola, usare della pasta salda a parte (una pasta atta a facilitare la coesione tra lo stagno ed il metallo). Alcuni la considerano da lamer della brasatura ed io infatti la uso sempre :-)

  5. tenere la punta del saldatore a contatto della piazzola da saldare solo il tempo necessario, per evitare surriscaldamenti (poi saltano le piste, se sono fini)

Per dissaldare, basta comprarsi un succhiastagno, magari con punta intercambiabile (se si rovina quella non c'e' piu' una corretta aspirazione), da affiancare al saldatore. Se serve, anche una treccia.

Se hai voglia di sperimentare, hai buona manualita' e mano ferma, anche una pistola sverniciatrice potrebbe essere utile per dissaldare integrati in maniera piu' spiccia, come si e' chiarito, ma qui vale molto la pratica, piu' che la grammatica.

Se si ha un buon succhiastagno e saldatore, a volte la treccia e' inutile, dato che il succhiastagno ha abbastanza potere aspirante per rimuovere completamente lo stagno (sciolto in maniera ottimale dal saldatore). In questi casi, il processo e' veramente veloce, dovendo fermarsi solo per liberare il succhiastagno dalla saldatura aspirata.

La treccia serve in quei casi in cui posizionare il succhiastagno e' difficile o impossibile ed il suo utilizzo e' molto semplice: basta, con il saldatore gia' in temperatura, posizionarla sopra la piazzola da dissaldare e quindi appoggiraci sopra la punta del saldatore. Lo stagno fuso si spandera' tra le maglie della treccia e liberera' la piazzola. A volte serve muovere (senza premere troppo, naturalmente) la punta del saldatore per far aderire meglio la treccia alla forma della saldatura da rimuovere. Una volta che il pezzo di treccia e' intriso di stagno, basta tagliare il pezzo.

Le treccie vengono vendute in piccoli dischi di plastica, dei rocchetti con circa 1/2 metri di treccia di varia larghezza (io ho qui un 2mm).

 
-- Daniele Lena  


5.4. Saldature fredde

Kirone

La saldatura a stagno ha due funzioni, meccanica ed elettrica: quella meccanica consiste nel collegare in modo fisso i vari elementi coinvolti (isola + filo|piedino, tipicamente); quella elettrica consente il passaggio della corrente elettrica (ma va'?).

Una saldatura "fredda" consegue il collegamento meccanico, ma non quello elettrico, cosi' ~sembra~ che la saldatura sia stata effettuata correttamente, ma in realta' non c'e' collegamento elettrico. Cio' puo' doversi (tipicamente) ad uno strato ossidato o a dello "sporco" che si interpone tra lo stagno e l'isola; tale strato permette il collegamento meccanico, ma non conduce corrente.

Perche' "fredda"? Mh, credo perche' la temperatura del saldatore non raggiunge livelli tali da eliminare lo strato ossidato; lasciato per esercizio ;)

La saldatura fredda e' insidiosa per due motivi: ovviamente per quanto si e' detto sul fatto che sembra fatta correttamente, ma anche perche' in date condizioni (di temperatura, forze meccaniche) la saldatura conduce, mentre in altre no. Tipico espediente per trovarne una e' quello di percuotere *leggermente* con un oggetto isolato (manico di cacciavite) la zona in cui si sospetta la sua presenza, mentre l'apparecchio e' in funzione. NOTA BENE: da farsi solo se si ha una certa esperienza: lavorare con l'alimentazione inserita e' rischioso per l'apparecchio (e' fin troppo facile che mettiate le dita dove non dovete o che poggiate qualcosa di metallico che crea dei corti). Se poi l'apparecchio (vedi monitor) presenta grandezze in gioco elevate, allora il rischio lo correte voi (R.I.P.).

Come si riconosce una saldatura fredda? Esperienza. Indicativamente, si puo' controllare che il suo aspetto sia simile a quello delle saldature circostanti, con particolare attenzione alla "lucidita'" (l'ossido superficiale le da' un aspetto opaco) in seconda battuta si puo' controllare che la saldatura non subisca l'"effetto goccia": vista di lato, deve "bagnare" correttamente l'elemento metallico (l'isola o il filo|piedino). Se invece si "incurva" all'interno, diventa sospetta. Potete anche provare a muovere il filo|piedino, se la saldatura e' fredda potrebbe vedersi muovere l'accrocchio.

Per evitare il suo formarsi, bisogna che le superfici degli elementi da saldare siano ben pulite e il saldatore sciolga rapidamente lo stagno (ovvero, sia ben "caldo").

Nota: col tempo, e' possibile che una saldatura _diventi_ fredda, soprattutto se e' lacunosa gia' all'origine.


5.5. RetroFlat

 

Nulla di più semplice...avete bisogno di ricostruirvi un flat introvabile? Magari di quelli a "saldare"?

Prendete due nastri di scotch, magari da pacchi e trasparente, ed un motorino elettrico bruciato, o dei fili di rame molto sottili come quelli nelle elettrocalamite nelle cuffie? Gli indotti, forniscono filamenti sottilissimi e flessibili.

Stendeteli sul uno dei nastri, lato adesivo, ed disponete le file a seconda delle vostre esigenze. Chiudete ora con l'altro pezzo di nastro, sempre lato con colla, in maniera da fare:


Nastro (la colla è sotto)
       __________________________________

Fili
----------------------------------------------------------------------

Nastro (colla verso l'alto)
       ___________________________________


Chiudete a sandwitch, e saldate i capi che ne fuoriescono...

 
-- Giuseppe Gigante  
 

Cosa occorre: spezzone di Cavo flat, nastro adesivo, tanta pazienza!

Prima di tutto occorre trovare il punto di rottura: a volte si consumano nei pressi del connettore della scheda madre, in questo caso basta tagliare 3mm di membrana per rifare il filo avendo prima staccato lo spessore di plastica che poi andra naturalmente reinserito. Altro punto dove si rompe facilmente e invece nei pressi della tastiera specialmente il flat con i 5 contatti sul 48K gommoso: Infatti il flat deve passare a pelo del modulatore TV e se quando si richiude non ci si assicura che il flat non rimanga sotto di esso, deve fare una piega di 180 gradi e quindi,specialmente dopo un po di tempo si puo' danneggiare..

Prendete il cavo flat e spelate dei pezzettini di circa un cm e stagnateli dopo di che preparate un pezzetto di nastro adesivo e sistemate perallelamente sul lato adesivo questi pezzettini equidistanti con il solito passo delle piste presenti sul flat della membrana.

Trovato il punto rotto occore aprire i due fogli con delicatezza, ed applicare lo scotch sul lato del piste, richiudere i fogli e applicare due strisce di nastro lungo la costola del flat, cosi facendo il flat non si apre piu' e diventa anche piu' robusto. Ricordo nuovamente di stare attenti nel momento della chiusura della tastiera che il flat non vada sotto il modulatore.

 
-- DB/S4E  

5.6. Rimozione dissipatori incollati

 

In genere fra la cpu e' il dissipatore c'e' (dovrebbe esserci) una pasta al silicone, che, oltre ad assicurare l'adesione meccanica, ha un'alta conduttivita' termica e quindi permette di trasferire il calore dalla cpu al dissipatore stesso.

Toglierla e sufficientemente semplice: usa del filo di rame sottile, scaldato (ad esempio con il saldatore), e fallo passare fra il dissipatore e la cpu. Non esagerare con la temperatura.

**Non** usare cacciaviti o altre leve: e' vero che con una leva si puo' sollevare il mondo, ma con un metodo simile la cosa piu' facile che puoi fare e' rovinare il case del chip.

Per togliere la pasta al silicone rimanente: se il case della cpu e' ceramico, puoi usare l'acetone. Se e' plastico NON usare l'acetone. Io non ho mai provato, ma credo che l'alcol isopropilico dovrebbe andar bene. Oppure pulisci sfregando con una spugnetta asciutta.

 
-- Sabino Maggi  

 

Comunque il risultato migliore si ottiene con un filo di nickel cromo (se non sapete dove trovarlo sacrificate sull'altare del retrocomputing una resistenza a filo di potenza) e con un alimentatore variabile, per regolare la corrente che circola nel filo in modo che non possa fondere ma nemmeno restare freddo. La corrente ovviamente dipende dalla sezione del filo, dalla sua resistivita' (non e' detta che sia proprio di nichel cromo, altrimenti sarebbe una costante) e dalla sua lunghezza, oltre che naturalmente dalla tensione che applicate. Io di solito uso un alimentatore da laboratorio, mi metto sui 6V e poi regolo la corrente. Altra cosa ottimale e' utilizzare un archetto, io uso un ex archetto da traforo di quando ero bocia, per tenere in tensione il filo, altrimenti quando si scalda si allunga. Attenzione ai vapori emanati dalla colla che brucia sciolta dal filo, non respirateli, perche' alcuni, come quelli sviluppati dalle resine cianoacriliche, sono tossici.

 
-- Alberto Rubinelli  

 

Io usavo una tecnica molto simile a quella della carta stagnola. Dopo aver separato i "fogli" della membrana che, se non ricordo male, sono tre: i piu esterni reggono le piste, quello interno, forato in corrispondenza dei tasti, fa da isolante e distanziatore tra le piazzole, in corrispondenza della pista/piazzola rotta inserivo un pezzetto di cuki alluminio (si, quello con cui le nostre mamme avvolgevano il pollo....).

Sulla striscia di cuki inserita attaccavo una striscia di scotch che avevo precedentemente bucato con un bucatore per cuoio (cioe con quell'attrezzo usato dai calzolai per fare un buco supplettivo nella cintura dei calzoni).

La striscia di scotch svolgeva la funzione della membrana intermedia: distanziatore e isolante e inoltre evitava che la striscia di cuki si spostasse con l'uso della tastirea, ormai riportata a nuovo.

 
-- Mario Graziani  

5.7. Rianimazione batterie

Andrea

Come recuperare delle batterie scariche attraverso l'uso di condensatori elettrolici.

Metodo empirico applicabile SOLO alle seguenti batterie ricaricabili:

  • NiCd (Nickel Cadmio)

  • NiMh (Nickel Metal Idride)


5.7.1. Teoria

I componenti presenti all'interno dei retrocomputers, se mantenuti in condizioni di stoccaggio (temperatura compresa tra 5 e 35 gradi, umidità inferiore al 60% circa), possono stare molti anni fermi senza subire danni. Altrettanto non si puo' dire delle batterie in esso contenute. I portatili, i pocket pc, i palmari, ma anche i PC da tavolo, contengono al loro interno accumulatori ricaricabili che servono per alimentarli in assenza di corrente e come memoria tampone per la CMOS. Con il tempo tutti gli accumulatori tendono a scaricarsi per effetto di un fenomeno fisico di autoscarica sia per l'assorbimento (seppur minimo) del sistema a riposo.

Gli effetti della scarica sono essenzialmente due, il primo e' la perdita di elettrolita da parte dell'accumulatore se questo non e' stato costruito per evitare questo fenomeno. Il secondo e' la formazione di "ponti" conduttori tra i vari elementi dell'accumulatore con conseguente formazione di cortocircuiti che rendono la batteria inusabile e non ricaricabile attraverso il normale alimentatore del PC/portatile.

La perdita di elettrolita, spesso danneggia le piste conduttive potendo danneggiare il pc in maniera grave e a volte irreparabile. Per questo vanno sempre tolte le batterie da pocket pc e portatili prima del prolungato stoccaggio.

Nel caso, invece, di formazione di corto circuiti, possiamo tentare di riportare la batteria a delle buone condizioni di funzionamento con un metodo relativamente semplice ed efficace. Tale metodo presuppone l'impiego di grossi condensatori che facciano passare dagli elettrodi della batteria una forte corrente istantanea che vaporizzi i ponti conduttivi, ripristinando quindi il funzionamento dell'elemento in corto.


5.7.2. Pratica

Per procedere all'operazione, occorre possedere un alimentatore stabilizzato da 12v circa, un condensatore elettrolitico da almeno 250.000 microfarad (25volt o superiore) e 2 cavetti con coccodrilli per effettuare i collegamenti, un tester.

Per prima cosa, scolleghiamo la batteria dal dispositivo dove e' alloggiata. Nel caso di pacchi batteria da portatili sara' semplice, mentre nel caso delle famose batterie a barilotto della cmos dei vecchi PC, sara' sufficiente tagliare con un tronchesino o dissaldare uno dei 2 capi della batteria (poi dovremo risaldarlo).

Con il tester o attraverso le serigrafie riportate sulla batteria, individuiamo la sua polarita'. Probabilmente misureremo una tensione molto bassa o pari a zero. Prendiamo il condensatore, colleghiamolo in parallelo all'alimentatore (positivo con positivo e negativo con negativo) per qualche SECONDO (bastano 2 secondi).

Stacchiamo il condensatore dell'alimentatore e colleghiamolo in parallelo alla batteria. Una breve scintilla ci confermera' che il condensatore si e' scaricato sulla batteria. Ripetiamo l'operazione di carica del condensatore con l'alimentatore e successiva scarica sulla batteria. 3 o 4 volte saranno sufficienti.

Misuriamo poi la tensione della batteria e se notiamo che questa e' salita ad un valore simile a quella nominale del pacco batteria allora siamo a posto. A questo punto sara' sufficiente lasciare una notte in carica la batteria perche' questa ricominci a funzionare. Diversi cicli di scarica / carica la riporteranno alle sue migliori condizioni, anche se la durata sara' minore di una batteria nuova.


Chapter 6. Pulizia

A cura di Cthulhu.

La prima cosa da fare quando si recupera un artefatto, umanoide o meno, e' pulirlo per bene. Non tanto perche' pulito e' piu' bello (comunque vero), quanto perche' sporcizia potrebbe voler dire malfunzionamento. O danneggiamento irreversibile.


6.1. Le interiora

Si parte da dentro, poiche' se dentro non funziona e' inutile pulire il resto, a meno di non voler riciclare delle parti. Quindi, smontate il case, plastico o metallico che sia, e mettetelo da parte. Possibilmente non in cucina o sul letto. Smontate ogni singola scheda o apparato che vi riesce di raggiungere, segnatevi eventualmente la posizione dei vari cavi/cavetti, e se avete paura di perdre le viti, o di non ricordare dove fossero messe, rimettetele nella loro sede dopo aver estratto cio' che esse bloccavano.

Se ci sono tracce di umidita', lasciatele asciugare, o usate un phon per accellerare i tempi. Se le tracce coinvolgono circuiti stampati, fate attenzione: ci potrebbero essere delle piste interrotte o dei componenti in ammuffimento (tipicamente i condensatori elettrolitici delle sezioni di alimentazione).

Ora, la cosa migliore sarebbe avere un compressore. Se non lo avete, arrangiatevi con aspirapolvere e pennello. Fate piano, eh! Se siete allergici alla polvere, cambiate hobby. La cosa piu' importante e' rimuovere la polvere che tappa condotti d'areazione o ventole, eliminare i vari resudui ferrosi, probabilmente nocivi, che si sono depositati qui e la', nidi di ragni e api.

Se la struttura e' VERAMENTE sporca, si puo' anche meditare di metterla sutto una doccia. In questo caso e' d'obbligo rimuovere quanti piu' parti elettroniche possibili, ed attrezzarsi in modo da poterla asciugare rapidamente.

Armatevi di spray disossidante, e date una spruzzata ad ogni connettore che potete vedere.

 

Poco ortodossa ma ha funzionato per 4 Mac su 5.

  1. Si toglie la pila 3,6 volt.

  2. Si prendono Last al limone ed un pennello.

  3. Si lava profondamente la Mb con Last, soprattutto attorno alle macchie lasciate dal liquido dei condensatori.

  4. Si asciuga la Mb con il phone MOLTO ACCURATAMENTE.

  5. Si rimonta la pila e la Mb nel case.

Con questo "metodo" ho recuperato stabilmente un Se/30 e tre Classic.

 
-- Enrico®  


6.2. L'occhio vuole la sua parte

Spesso la maggior parte del nerume che potete vedere su un case e' polvere secolare semi fusa dal caldo. A volte fango, terra. Questi sono facili da levare. Purtroppo, a volte c'e' vernice, macchie di liquami sconosciuti, graffi.

In ogni caso, potete cominciare da un bel lavaggio sotto una doccia, magari con acqua calda, aiutandovi con una spugna. In questo modo gia' buona parte della monnezza se na scola via placidamente, e aiutandovi con il getto della doccia risulta piu' facile pulisre fessure, feritoie, angoli (tornano molto utili quelle doccie con il diffusore multi-getto, dotate di funzione 'idromassaggio'). Oe', stiamo parlando del guscio di plastica/metallico completamente svuotato, eh!


6.2.2. Giallo e' bello?

Ovviamente no, forse qualcosa si puo' fare:

 

Per la plastica ingiallita l' unica soluzione e' la trielina ma va usata con un carta assorbente che non speli altrimentivi rimane la carta attacata alla plastica sulla parte ingiallita dal solo dovrete fare "solo" una passata con il panno molto inzuppato poiche' alla seconda vi si sciupa la plastica la pressione deve essere forte e decisa. In questo modo potetetornare al colore originale.

State attenti perche' si rischia di fareun vero porcaio. Io ho rivisionato una ventina di monitor "abbronzati" Pakard Bell (Erano stati in una fiera in Olanda sotto il Sole) dopo i primi due che sono venuti una schifezza gli altri sono venuti bene. Vi consiglio di fare delle prove su delle parti non in vista

 
-- Davide Barlotti  

 

Vi volevo segnale questo prodotto per pulire la plastica "ingiallita": Si chiama G.R.S. ed e' un prodotto professionale per la pulizia (me lo ha dato mio padre che ha un' impresa di pulizie). Questo prodotto (deve essere una mistura con una percentuale di acido muriatico !!) lo dovete spruzzare sulla plastica lasciare agire per circa 1 minuto e poi pulire. Vi assicuro che e' il prodotto piu' indicato per togliere il giallo senza arrivare a sciupare la plastica cosa che invece puo' succedere con la trielina

 
-- Davide Barlotti  

 

Se volete una dritta: lavare le schede accuratamente con il solvente che si usa per il lavaggio dei motori ( moto, auto ) senza lasciare immerso il tutto per piu' di 10 minuti, indi sciacquare abbondantemente in acqua corrente fintanto che l'acqua di scolo non appare piu' color latte. Assciugare con aria compressa e il tutto torna come nuovo. Il trattamento funziona anche per togliere qualsiasi traccia di pasta ossidante, colla di etichette, rudo di molteplice tipo etc tec.

Fermo restando che l'optimum per le etichette incollate e' la comune benzina super.

 
-- Paolo Binotti  

 

Gia' altri ti hanno risposto che non esiste un metodo realmente efficace, ma vorrei aggiungere che secondo me e' concettualmente sbagliato tentare di sbiancare un vecchio oggetto in plastica, ed in particolare quello di un computer come l'A500/1200 o un Macintosh (altro retrocomputer che tende notevolmente a ingiallire); e' come voler ridipingere con una lacca sintetica un mobile di legno antico o sabbiare una statua di marmo per farla tornare "come nuova" (come fanno certi presunti restauratori). L'ingiallimento (ma non lo sporco, ovviamente!) e' il frutto del naturale declino della plastica e segnala l'eta' e l'usura dell'oggetto. Fa parte della sua storia e non mi sognerei mai di toglierlo (rovinando comunque la finitura superficiale, tra l'altro).

 
-- Pcan  

 

Secondo me, se veramente vuoi bene a quella macchina li, la cosa migliore da fare è lasciarla così come è. Non si può bloccare il processo di invecchiamento della plastica ed usare la trielina e' molto pericoloso, sia per la plastica stessa che per la tua salute.

Accetta il tuo amiga giallastro, che oltre a tutto sa anche di vecchio e quindi ha quel fascino in più che i retrocomputers hanno.

 
-- Lorenzo Fongaro  

 

Io in un recente passato ho usato due prodotti (sono fortunato, ho solo un amiga600 un po' ingiallito, il resto è ok):

1 - CIF crema...il risultato non era sempre quello che cercavo, in compenso i computer profumavano di limone per un paio di giorni. :o)

2 - un prodotto della MA-FRA per lavare le carrozzerie delle auto. non è quello che si trova negli ipermercati, me lo aveva fatto provare un amico che aveva un autolavaggio, infatti questo veniva venduto solo in taniche da 30 litri e per essere usato andava abbondantemente diluito, andava applicato e dopo un paio di minuti andava lavato via (è "leggermente" corrosivo, anche per la vernice delle auto, funziona quasi come il polish). questo, se usato con criterio, da buoni risultati e non rovina le plastiche.

 
-- Simone DG  


6.2.3. Etichette

Mai lottato con etichette infami che non ne vogliono sapere di levarsi, o lo fanno un pezzo alla volta, o lasciano colla e residui ovunque? Beh, la prossima volta, ricordate:

 

Per togliere le etichette dalle videocassette (quelle professionali hanno delle etichette molto grandi) io ho ancora una boccettina di un aprodotto che si chiama "Ragolabel" della milanese Ragom, che produce tra l'altro spray per la pulizia di schede e chassis, nonche' parecchie altre cose carine.

 
-- Darmok  

 

IO utilizzo il phon! ;)

 
-- Donatello Rizzo  

 

Il sistema migliore e infallibile per togliere le etichette incollate e' la comune benzina verde o rossa. Toglie qualsiasi genere di colla.

 
-- Paolo Binotti  

 

Io faccio una o due foto delle suddette etichette, per testimoniare lo stato di arrivo, e poi elimino immediatamente con il Neosol 5

 
-- Alberto Rubinelli  

 

Marca: CRC. Scolla Etichette Label Off. Scioglie il collante degli autoadesivi e altri.

 
-- Marco RHPS  

 

Io utilizzo un prodotto a base di alcol isopropilico: si chiama TERGITUTTO-TERGEX della SUTTER. Basta inzuppare l' etichetta e scioglie qualsiasi adesivo. E' migliore dell' alcool etilico perche' non evapora velocemente, ma non va assolutamente usato su superfici di plastica nere e rugose, in quanto contiene un lucidante (bianco) che lascierebbe striature. E' ottimo anche sull' inchiostro delle biro.

 
-- Rick69  

 

Usando il solvente per lavaggio motori sulle parti in plastica bisogna fare molta attenzione, ci sono delle plastiche che si ammorbidiscono, specialmente se il solvente e' nuovo, quindi fare il lavoro... in fretta.

 
-- Paolo Binotti  

 

Di solito un buon rimedio casalingo che pochi conoscono è l'applicazione (con l'aiuto di un pezzo di stoffa vecchia) di una bella strofinata di olio (o d'oliva o minerale, tipo quello per le macchine da cucire, o anche olio paglierino per mobili) direttamente sulla colla dell'adesivo e facendo un po' di movimenti concentrici, asportare la colla. Funziona molto bene. Bisogna poi asciugare l'olio in eccesso con lo straccio o la carta assorbente ed eventualmente pulire con una spugna leggermente schiumata.

 
-- Bricci  

 

Io uso il kerosene, previo ammorbidimento dell'etichetta con acqua e grattatura unghifera della maggior parte della carta. Funziona benissimo. Anche la benzina va bene. Assolutamente proibito l'acetone (scioglie il polistirolo e varie altre plastiche), il diluente nitro (idem) e anche l'alcool che talvolta opacizza se lasciato li' troppo tempo. Il puzzetto e l'untuosita' residui li togli poi con acqua e detersivo, o con un batuffolo imbevuto d'alcool (passata veloce).

 
-- Robby  

 

Bando all'acquaragia e alle benzine troppo aggressive...

"Leva Etichette", spray da 150 ml, della "Talken Color" di Legnano.

Prodotto che già ho menzionato qui, dal buon profumo di agrumi (ho il sospetto cher contenga olii essenziali) e che ha un potere scollante assolutamente stupefacente, ed in più non lascia residui appiccicosi, dato che ingloba la colla e la fa staccare con un semplice straccetto! :))

Un piccolo problema ce l'hai se devi reincollare un'etichetta, nello stesso punto della pulizia, successivamente: è pressoché impossibile! :(( Forse con uno sgrassatore potente (ammoniaca o solvente organico blando) si può ottenere qualche successo...?

*** Disclaimer: NON rappresento minimamente la ditta qui menzionata, ma la ritengo validissima per il suo prodotto eccellente! ***

 
-- Bricci  


6.2.4. Macchie, scritte e sigarette

Io *ODIO* chi fuma e chi scarabocchia a penna direttamente sulla plastica:

 

Oggi ho trovato una buona soluzione per togliere le macchie indelebili dai cabinet dei miei beneamati. Mi sono comperato una matassa di lana ferrosa, quella che usano i restauratori di mobili per togliere le macchie. E' una specie di cotone ferroso che gratta via con estrema delicatezza e non rovina i cabinet. Il nome non lo conosco, l'avevo presa per restaurare un mobile al Leroy Marlin di Brescia. La uso a secco ed e' ottima sia per le parti in plastica che quelle ferrose. Essendo incredibilmente fine, bisona stare attenti che durante l'uso perde un p. di polvere ferrosa, occhio ai contatti. Per le parti in ferro o i contatti elettrici, toglie completamente l'ossidatura. Serve un momento di pazienza ma da dei risultati veramente eccezionali.

 
-- Cesare Marini  

 

Di solito per togliere l'indelebile utilizzo un solvente per sciogliere l'inchiostro, e poi acqua saponata per togliere.

 
-- Alberto Rubinelli  

 

Per le tastere e' tassativo smontarle pezzo a pezzo, togliere tutti i tasti lascairli in ammollo per 30 minuti in acqua tiepida con un pizzico di sapone liquido neutro, indi spazzolarli uno a uno con un pennello a setole corte e dure e il gioco e' fatto. Diventano nuove.

 
-- Paolo <Yoghi the Bear>  

 

Rimedio Gigante #2: dopo aver irrorato con aria compressa il touchpad (piano!), per eliminare il pulviscolo, prendi una penna biro, o una bacchetta d'ambra, strofinala con un panno di lana, ed avvicinala al touch passandola delicatamente moltto vicino ai bordini della superfice...

 
-- Giuseppe Gigante  

 

Per una pulizia generica delle superfici (in particolare contro la nicotina) io ho trovato un prodotto che e' una cannonata: FULCRON della Arexons. Sinceramente trovo che sia molto piu' efficace di molti solventi (trielina, acetone, acqua ragia) e molto meno dannoso (non attacca la plastica ne' emana miasmi). Andrebbe diluito, ma io lo applico a spray e poi spazzolo con spazzolino a setole dure.

Avvertenza: prima di sciacquare, bisogna lasciare agire il prodotto su tutta la superficie in maniera uniforme (spazzolare bene) altrimenti, se spruzzate e sciacquate subito, succede che rimane l' alone pulito dove avete spruzzato il prodotto, e il resto rimane sporco e nemmeno asciugando e ripassando il prodotto si riesce a riscioglierlo. La nicotina e' veramente il suo mestiere! :)

 
-- Rick69  

 

A tal proposito, io lascio agire del normalissimo alcool denaturato, versato direttamente sul case, oppure spugnato delicatamente con uno straccio ben imbevuto. I cavi li passo con il medesimo straccio stretto nel pugno, ma stando attento a non stirarli, altrimenti c'è il rischio di snervarli oppure, peggio, di interromperli all'interno, irreparabilmente.

Un buon lavoro lo fa il sapone di marsiglia. E' un ottimo sgrassante, assolutamente inerte sulla plastica, e toglie anche le "manate" sporche del maneggio durante il trasporto/smontaggio. Sempre il solito straccio o spugnetta telata (quadrate e sottili, dette panno-spugna) ben passata con la saponetta di Marsiglia e poco acquosa, fa una schiuma molto densa e assolutamente efficace!

Poi, il non plus ultra, è un vecchio spazzolino da denti sempre col sapone: strofinato umido sul sapone, anche lui crea una schiuma densa e consistente che fa miracoli! Unita all'effetto meccanico delle setole il risultato è notevolissimo!

Non provate ne' la benzina, ne' la trielina. Può succedere che i solventi organici abbiano effetti a lungo termine slle gomme e sulle plastiche: la benzina inoltre è particolarmente unta, per cui l'effetto è apparentemente sgrassante, in realtà ammorbidisce le guaine e le scioglie. La trielina è micidiale.

Piuttosto bisogna fare in modo di sfruttare il principio dell'azione meccanica unita allo sgrassamento chimico di qualche tensioattivo (saponi, detersivi), che sulle plastiche non hanno effetti negativi particolari. A tal proposito ti consiglio una cosa tipo (anche Lucio mi pare lo faccia... ) CIF ammoniacale (polvere in gel + detergente ammoniacale) passato col cavo stretto in uno straccio chiuso col pugno o indice e pollice con pochissima acqua (basta inumidire lo straccio e strizzarlo). Anche l'alcool denaturato è buono, ma non sempre ha un bell'effetto.

 
-- Bricci  


6.3. Testimonianze

 

Alcune delle cose più fastidiose con cui ci si può scontrare all'atto di un incontro ravvicinato del 3° tipo con un retrocomputer sono la polvere, lo sporco nero e putrido, il "giallore" ed i circuiti incrostati.

Dopo aver applicato alcuni suggerimenti letti qui nella FAQ, che hanno sortito il loro effetto ma che mi hanno fatto venire i muscoli di Stallone, ho avuto la fortuna di incontrare(per caso) in ferramenta una tipologia di prodotti chiamati comunemente "sgrassanti" che hanno risolto tutti i miei problemi. Tali prodotti hanno infatti il compito ingrato di "uccidere" velocemente e senza fatica il "marciume"... ma anche di mangiarsi le vostre mani se non utilizzate i guanti! :) Io uso in particolare 100 USI della ? il quale è un prodotto estremamente concentrato che (teoricamente) và diluito in acqua per pulire tantissime cose.

Sui retrocomputers io lo utilizzo per i seguenti scopi:

  1. Pulizia dei case

    • Istruzioni

      Diluire il prodotto con nessuna o pochissima acqua, prendere uno spazzolino da denti (non il vostro altrimenti al successivo utilizzo i cari dentini diventerebbero trasparenti, al più prendete quello della dentiera del nonno :]] ), bagnatelo con "cotanta" sostanza e "spazzolate" il retrocomputer, vedrete che lo sporco si dissolverà in un niente... nel caso in cui il nemico dovesse essere un pò insistente, usate il prodotto allo stato puro e lasciatelo agire per un pò (non troppo altrimenti a volte si toglie il colore). In entrambe le situazioni risciacquate più volte con acqua. Il prodotto è riapplicabile a piacimento ed è utile anche per ridurre il giallo delle plastiche.

    • Avvertenze

      Agire con cautela sui case metallici perchè può staccarsi la vernice o possono apparire macchie bianche; se non siete sicuri, agite su una parte non visibile del "mostriciattolo" per verificare alcuni eventuali effetti nefandi! Ricordate che quando trovate un retrocomputer non è detto che nell'arco della vostra vita ne ritroverete uno identico! ;)

  2. Pulizia delle tastiere

    Croce e delizia di un buon retrocomputerista è la pulizia delle tastiere.

    Molti usano smontarle tasto per tasto, altri lavarle con alcool, altri ancora le lasciano così come sono pur di non fare questo ingrato lavoro. Io ho risolto il problema utilizzando il prodotto di cui sopra in questa maniera:

    Prendo un pennellino ( quelli per dipingere, con setola molto morbida ) lo intingo nel prodotto allo stato puro, "strizzo" il più possibile tale pennellino e poi lo comincio a passare sui tasti. E' importante stare attenti a non far scolare sostanze nei circuiti, e di intingere/strizzare ogni tre-quattro tasti il pennellino nel prodotto. Dopo aver passato "l'ammazza sporco" su tutta la tastiera, lascio agire un paio di minuti. Allo scadere di tale limite di tempo, prendo uno straccio morbido e lo passo insistentemente più volte sulla tastiera per rimuovere il "mangiatore di mani". Infine lavo per bene il pennellino, lo strizzo e lo passo sui (e tra i) tasti senza far colare acqua; per magia lo sporco sparirà velocemente! Asciugo il tutto con un panno morbido. Questo metodo funziona su quasi tutte le tastiere, è indolore se si seguono attentamente le istruzioni. Nel giro di dieci minuti i "mostri" sono più belli di quando sono usciti dal negozio anni e anni e anni e anni e anni e anni fa! ;)

  3. Pulizia dei circuiti

    • Qui non si utilizza lo sgrassante, altrimenti sono cavoli amari! ;) Bando alle ciance! Una delle cose più importanti quando si ripara un retrocomputer è sicuramente preservare le parti elettroniche.

      Il mio metodo di pulizia quando i suddetti retrocircuiti sono "incrostati", è di rimuovere quanti più circuiti integrati "zoccolati" possibile e pulire il tutto con un pennello a setole grosse intinto nell'alcool. Il vantaggio è che tale sostanza asciuga presto e se non cosparsa in quantità industriali non arreca danni.

    • Le solite avvertenze

      • State attenti alle parti in plastica che possono opacizzarsi

      • Evitare di cospargere di alcool le EPROM et similia ( Leggi: "scarrafoni" con tante zampette e con una finestrella sul dorso :] )

      • Se il circuito è cosparso di vernici trasparenti, il tutto potrebbe diventare appiccicoso e creare inconvenienti successivi, è quindi bene verificare prima di procedere!

      • Se non è il vostro giorno fortunato... lasciate perdere e dedicatevi domani a questa operazione! ;)

 
-- Angelo Fonzeca  

 

Scusate l'intrusione, ma forse posso essere d'aiuto a qualcuno.

Io di solito utilizzo del semplice dentifricio alla menta del tipo non granuloso... i risultati sono ottimi. L'idea mi è venuta odorando un prodotto della CellularLine: si tratta di una bomboletta bianca con il logo rosso che spruzza una sostanza in tutto e per tutto simile al dentifricio. Non trovandola in giro (me l'aveva mostrata un amico che lavora in un centro assistenza) ho fatto da me. ;-)

Un mio amico inoltre mi ha consigliato di provare una miscela composta da 9 parti di acqua tiepida e 1 parte di candeggina... mi ha assicurato che scrosta la qualsiasi, ma ancora non ho provato.

Da tenere in considerazione che quando voglio pulire qualcosa il 99% delle volte lo "faccio a pezzi", poi inizio a sgrassare/pulire/lucidare pezzo per pezzo e infine rimonto.

Alla fine i risultati sono ottimi!

 
-- Lupin III  

 

Eh, sì, qui vi ci vuole il tocco femminile... :-)

Metodo sicuro e non aggressivo: dopo aver dato *comunque* una passata allo sporco più volatile con un pennello morbido, una soffiata con la bomboletta d'aria compressa se necessario...

Poi, sia con plastiche montate che smontate, prendete un panno in microfibra di quelli buoni trattato a dovere (fatto bollire dieci minuti in pentola prima del primo utilizzo) bagnato solo con acqua e ben strizzato, SENZA detergenti, e lo passate come una spugna. Vi assicuro, che lo sporco viene assorbito dal panno, e non si corrompe nulla, non usando alcun detersivo.

I panni in microfibra hanno una lavorazione e una composizione tali che sono le fibre ad attaccare lo sporco. Quelli dozzinali da supermercato, sono solitamente composti al 95% di poliestere e 5% di poliammide, in quelli migliori è più alta la percentuale di poliammide (fino al 30%).

Per ripulirli, subito a mollo e ribollitura senza candeggianti né ammorbidenti, al massimo usando comune sapone da bucato.

Il costo, anni fa arrivava alle 35mila lire per uno straccetto di 30x30 cm, adesso si è ridimensionato, per i migliori, sulle 18-20mila al dettaglio, ma ne vale la pena.

 
-- Vipera.